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LA DEPRESSIONE: può essere sconfitta?

La depressione può essere sconfitta!

Fra tutti i disturbi psicologici la depressione è forse quello più nominato, più diagnosticato, ma anche più abusato degli ultimi decenni. La depressione, nel Novecento definita “male oscuro”, è probabilmente la più discussa tra le patologie psichiche. Oggi sembra che ne soffrano 17 italiani su 100.
La diagnosi di depressione è molto complessa, negli anni sono stati spesso cambiati i criteri necessari per definirla.
Importantissima distinzione è quella tra la depressione maggiore, cioè la patologia descritta dal manuale diagnostico DSM, e le cosiddette depressioni minori, legate a situazioni specifiche o a fasi particolari della vita (parto, menopausa, separazione, lutti, traumi, delusioni sentimentali o lavorative, ecc.)

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Sensazioni:

Spesso ti senti tristecon scarso interesse… apatico? Hai un senso di insoddisfazione, inappropriatezza e frustrazione, oltre ad una sensazione di fallimento. Senti una totale assenza di prospettive future. Le tue energie mentali sono bloccate rigidamente nel passato.

Altri sintomi tipici della depressione sono: astenia, insonnia, senso di vuoto per la maggior parte del giorno senza una apparente giustificazione, dolore morale, significativa perdita o aumento del peso, agitazione o rallentamento motorio osservabile dagli altri, mancanza di energia, ridotta capacità di pensare e concentrarsi, autosvalutazione e senso di colpa.

Non è però sufficiente che ci siano uno o due di questi sintomi per qualche giorno; per diagnosticare una depressione maggiore, almeno cinque sintomi si devono presentare ininterrottamente per almeno due settimane.

Una diagnosi dunque abbastanza complessa, ed è proprio questa complessità che, molto spesso, altri problemi psicologici vengano scambiati frettolosamente per depressione, quando invece non lo sono.

LE REAZIONI della persona depressa:

Tendenza a rinunciare continuamente a qualunque iniziativa. La persona evita accuratamente di cogliere le occasioni che la vita le offre, e - naturalmente - anche di crearne di sua iniziativa. Questa rinuncia può essere inizialmente parziale, per poi diventare globale, e trasformarsi infine in rassegnazione

Sente inutili e addirittura fastidiose risultano anche le parole di incoraggiamento degli altri

Tende a delegare agli altri la soluzione dei propri disagi e problemi (deresponsabilizzazione)

Usa la lamentazione continua trasforma gli altri in ostaggi perché questi non riescono ad aiutarlo

 COME SE NE ESCE? 

La Terapia Breve Strategica cerca come prima cosa di distinguere la depressione da altri problemi psicologici che, anche se presentano sintomi simili, si basano su meccanismi diversi dalla depressione.

Questo è molto importante, perché è fondamentale intervenire con le tecniche per la depressione solo quando ci si trova effettivamente di fronte a questo problema.
Una volta accertato che si tratti effettivamente di depressione, viene utilizzato un protocollo specifico per ciascuna delle sue varianti.
Si guida la persona a riconoscere tutti i comportamenti che, invece di migliorare, hanno peggiorato il problema.

Poi, attraverso tecniche appositamente studiate, si cerca di guidarla a "rinunciare alla rinuncia", abituandola gradualmente a prendere di più in mano la propria vita, fino a diventarne nuovamente protagonista, perche come scrisse Emile Cioran con grande lungimiranza «la rinuncia è un piccolo suicidio quotidiano».

Contemporaneamente si lavora per elaborare la rabbia e il senso di impotenza, emozioni spesso molto forti nella persona depressa.

Inoltre si porta gradualmente la persona ad affrontare tutte quelle situazioni che fino ad oggi ha evitato per paura, per sensazione di non farcela, per disinteresse, a cominciare dalle più quotidiane e meno spaventose. 

Bibliografia:
Muriana, E, Verbitz T, Pettenò L, 2006. I volti della depressione. Ponte alle Grazie.