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Disturbo post-traumatico da stress

Covid-19 e traumi psicologici: come uscirne?
Medici e paramedici le figure più a rischio, con gravi conseguenze psicologiche

Covid-19

Il 2020 ci ha presentato uno scenario che neppure la più fervida fantasia avrebbe potuto immaginare: la pandemia da CORONAVIRUS.

La pandemia da Covid-19 ci ha messo di fronte al fallimento del mito del controllo su ogni cosa. Il coronavirsus è un nemico invisibile, non individuabile, un virus che prende il sopravvento sulla razionalità e sull’emotività dell’uomo perché non può essere “controllato”. Questa dimensione – il non controllo – mette l’uomo in crisi ed aumenta a dismisura il suo livello di ansia. Lo stress diventa così fonte di disagio e sofferenza, fino a mettere in difficoltà ogni posizione difensiva dell’individuo, smantellando ogni forza, ogni forma di resistenza.
Lo stress legato a situazioni di cui non si ha il controllo è nocivo; per questo motivo il coronavirus è da considerare dal punto di vista psicologico un agente in grado di destabilizzare l’equilibrio di una persona.

Non è un caso se la più grave conseguenza psicologica per lo staff medico e paramedico in Italia sia il senso di colpa, derivato dalla sensazione di impotenza e dall’impossibilità di salvare tutti. Medici e paramedici hanno dato tutto, rischiando la propria vita, allontanandosi dalle famiglie, lavorando su turni estenuanti, procurandosi danni fisici legati ai dispositivi di protezione, pur di salvare la maggior parte dei ricoverati. Non avrebbero motivo di avvertire questa frustrazione.
Eppure, per molti di loro è così!

Molti operatori sanitari potranno uscire fuori da questo periodo di emergenza ancora più forti, ma coloro che non sono in grado di sopportare una emotività così marcata e che non hanno delle strategie di coping adeguate, rischiano di uscirne a brandelli. Da qui l’importanza del supporto psicologico al personale sanitario in prima linea, che va aiutato ad aiutare, per prevenire l'insorgenza di sintomi da stress post traumatico (non da un singolo trauma ma da un susseguirsi di traumi), a causa di un sovraccarico emozionale.

Tra i sintomi di questo disturbo, si possono in particolare riscontrare:

Evitamento: la persona si sforza volontariamente di evitare pensieri, sentimenti o conversazioni in qualche modo riconducibili all’esperienza traumatica

Flashback: la persona presenta ricordi ricorrenti e intrusivi dell’evento traumatico

Incubi, che possono far rivivere l’esperienza traumatica durante il sonno in maniera molto vivida

Hyperarousal, caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzata

Ottundimento: stato di stordimento e confusione, con riduzione della reattività verso il mondo esterno

Reazioni:  

Per far fronte ai sintomi la persona, solitamente, cerca di controllare i propri pensieri e cancellare l’esperienza traumatica, solo che così facendo, sperimenta la situazione paradossale per cui più cerca di dimenticare più finisce per ricordare sempre di più. Con le parole di Michel de Montaigne “Niente fissa una cosa così intensamente nella memoria come il desiderio di dimenticarla”. Un'altra strategia è di cercare di dare un senso e un significato alla situazione traumatica, ciò porta a parlarne con gli altri e purtroppo ad ottenere risposte non soddisfacenti.
Anzi si corre il rischio di provare frustrazione, perché le loro soluzioni difficilmente combaceranno con le nostre.
Un'altra non soluzione è di evitare tutto ciò che può farci ricordare l'esperienza, con l’effetto di attivare una catena di progressivi evitamenti. Tali evitamenti imprimono nella memoria l’evento traumatico e confermano la pericolosità di quelle stesse situazioni che si vanno ad evitare. Va, così, ad aumentare il senso di impotenza perché si diventa sempre più insicuri delle proprie risorse incentivando le reazioni di paura.
In tutti questi casi, la persona cerca in qualunque modo di distaccarsi dall’evento traumatico, si tratta di tentativi fallimentari rispetto alla soluzione del problema che, invece di migliorare la condizione psicologica del soggetto,
la fanno peggiorare ulteriormente. 

Mobirise

Trattamento

La persona che soffre di questo disagio diventa prigioniera di un passato che continua a inondare il suo presente di paura, dolore e rabbia, impedendole di proseguire il suo cammino verso il futuro. Per uscirne è necessario essere supportati psicologicamente per trasformare una ferita aperta in una cicatrice innocua, in questo l'approccio psicologico breve strategico ci viene in aiuto.

Un piccolo e semplice compito, ma efficace per coloro che vivono questo disturbo è quello di redigere giornalmente il racconto sull'esperienza traumatica vissuta, nella maniera più dettagliata possibile, riportando alla mente pensieri, immagini, sensazioni, ricordi e scrivili. Lo scrivere porterà la persone a canalizzare il dolore, a “buttare fuori” emozioni e sensazioni, ciò permette di distaccarti gradualmente dalle sensazioni negative. Inoltre, richiamando volontariamente questi pensieri, non li si vivranno più come incontrollabili e intrusivi, ma come gestibili.

In questo modo il passato viene ricollocato nel passato, i ricordi “incastrati” a livello emotivo vengono liberati, e scrivere aiuta a rielaborarli cognitivamente.