Buongiorno dottoressa,
Le chiedo un approfondimento sul tema della menzogna.

Quest'anno nella nostra struttura è arrivato un collega nuovo, nei primi giorni ci ha dato anche una buona impressione poi, con il passare dei giorni, abbiamo notato che con sempre maggior frequenza mentiva, dando la colpa dei suoi errori ai colleghi, accusando le diverse figure professionali di dimenticanze, di furti e altro... quando in relatà i problemi derivavano dalle sue mancanze, dalle sue imperfezioni, dal quantitativo di ordini sbagliato, insomma un castello di errori e parallelamente palazzi di menzogne che hanno creato molta tensione all'interno dell'azienda e malumori.

Ora vorrei capire se questo comportamento può essere patologico, all'origine di un disturbo o altro.

Grazie, G.

Carissima Giulia,
Le parole non sono state inventate perché gli uomini s’ingannino tra loro” scrive Sant’Agostino, ma il mentire, di per sé, non è un problema, neanche da un punto di vista morale. Agostino stesso sottolinea che ciò che costituisce menzogna è soprattutto l’intenzione con cui essa viene pronunciata: la scorrettezza dipende dall’obiettivo e dall’intenzione con cui la menzogna viene pronunciata.

La menzogna può essere infatti anche una questione di sopravvivenza, personale o relazionale. Chi non ha mai detto al proprio capo di essere d’accordo su una situazione, dibattuta più e più volte, e dargli ragione perché è l’unico modo per uscire dallo stallo?

Esiste però una linea di demarcazione tra “benefici imbrogli” e menzogna patologica: la quantità e la funzionalità. Il bugiardo patologico ha perso di vista entrambe: non coglie più la distinzione tra bugie funzionali, che garantiscono una buona sopravvivenza relazionale, e quelle disfunzionali, che distruggono le relazioni, e ha pure perso di vista il vecchio motto di Paracelso: è la dose che fa il veleno, e questo mi sembra proprio corrisponda alla situazione che Lei cara G. mi ha descritto.

Un manager che deve sopravvivere nello spietato mondo di squali in cui abita – fatto di multinazionali agguerrite e forti interessi bancari che si intrecciano – non può non essere in grado di usare la menzogna.

Ma il discorso cambia quando uno strumento diventa un abito di cui quelle stesse persone non sono più in grado di disfarsi. Così per il manager che continua a mentire sempre e comunque anche nella vita privata, arrivando a negare l’evidenza.
Obiettivo principale di un percorso di cura dalla bugia patologica è accompagnare il mentitore seriale a riappropriarsi della sua vita, addossandosi totalmente la responsabilità dei disastri in essa realizzati per colpa delle menzogne.

Perché il vero problema è che il bugiardo patologico mente prima di tutto a se stesso e ha smarrito quel sano senso pragmatico che fa percepire con chiarezza che il nascondere la testa sotto la sabbia non scongiura l’arrivo del leone.

Spero di essere riuscita in qualche modo a rispondere alla sua domanda.

Un caro saluto. 

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